venerdì 30 gennaio 2009

il morbo di Alzheimer... censurato

Lo spot diretto da Giuseppe Tornatore, sarebbe dovuto andare in onda già alcuni anni fa, è stato rifiutato dalle emittenti italiane.

leggi l'articolo qui.

giovedì 29 gennaio 2009

sulla censura

È un argomento che prima o poi volevo affrontare. Probabilmente esistono dei limiti i quali sarebbe meglio non andare. L'individuazione di un target, per esempio, è un fattore importante che deve essere preso in considerazione. I bambini non devono subire una violenza psicologica nel vedere e leggere argomenti e immagini che non possono effettivamente capire e valutare, un esempio su tutti. Quando, tuttavia, si usa la censura semplicemente per nascondere la verità su un fatto o per chiudere sul nascere un pensiero "diverso" dal nostro e tenere una pubblica opinione senza anima né ragione, beh, si sta volutamente equivocando il significato di una censura fatta per proteggere l'individuo e gliela si sta puntando contro, come un'arma.
Non sono un giornalista (e di questi tempi pochi lo sono), e non faccio politica (idem come prima), ma mi piace poter ancora avere un'opinione, pure sbagliata, nella mia più totale ignoranza.


mercoledì 28 gennaio 2009

memoria e ragione



Guardate anche questo bellissimo cortometraggio: cliccate qui.

domenica 25 gennaio 2009

daria bignardi intervista gipi

Quello che mi ha colpito è la genuina e positiva ingenuità di questo artista che ormai si sta guadagnando un posto tra i grandi autori di fumetti.


venerdì 23 gennaio 2009

protezione civile - storia a fumetti

Protezione Civile è un albetto pensato per le scuole e realizzato da Massimiliano Marongiu, Daniele Mocci, Andrea Pau e me (che ne ho curato anche la grafica e l'impaginazione), per quanto riguarda i testi (soggetti e sceneggiature). Le matite e dunque la creazione di tutti i personaggi sono di Jean Claudio Vinci, gli inchiostri di Simone Figus, mentre la colorazione è stata affidata a Luca Usai e Maurizio Nonnis. Un lavoro di squadra, insomma, che ha coinvolto tutta l'Associazione Culturale Chine Vaganti in un progetto voluto dalla provincia del Medio Campidano e seguito passo passo dal Centro Provinciale di Protezione Civile. Le quattro tavole qui sotto, sono quelle da me sceneggiate. Pur avendo senso compiuto vanno a "incastrarsi" con le altre quattro parti, ognuna di quattro tavole, che compongono l'intera storia (Cliccateci sopra per ingrandirle).


















































































Cliccando qui potete leggere le quattro tavole scritte da Daniele Mocci.
Cliccando qui potete leggere le quattro tavole scritte da Andrea Pau.


P.S.: Con questo lavoro si è ufficialmente chiusa la stupenda avventura di MaLa - Grafica & Comunicazione. Mi è dispiaciuto tanto, per alcuni mesi avevo rimandato la decisione, ma la situazione ormai era davvero insostenibile. È stato come un sogno ad occhi aperti. Un luogo dove si sono incontrate alcune delle menti più creative e incostanti che abbia mai conosciuto. Nonostante tutto le idee continuano a fiorire...

giovedì 22 gennaio 2009

sezione download

costantemente aggiornati, potete trovare raggruppati in un unico post, tutti gli scaricabili di memoria/ragione e i link ai post originali.









Evangeline pdf, 26 pp - racconto - scaricalo




          




Cronaca Nera pdf, 58 pp - romanzo - scaricalo










L'altro. - pdf, 8 pp - racconto illustrato - scaricalo







cronaca nera

scarica il romanzo

Cronaca Nera è un romanzo breve.
L'ho scritto tanto tempo fa ormai e andrebbe rivisto perché ogni volta che ne rileggo alcuni passaggi mi rendo conto delle ingenuità che presenta. Inoltre non ha mai "subito" un vero e proprio editing, quindi è probabile che mi siano sfuggite alcune incongruenze. Neppure la struttura è originale, oggi, e oramai non ricordo più se a quei tempi avessi già letto alcuni autori e opere che si sono rivelate fondamentali per il mio percorso di "scrittore". Ero un giovanotto biondo e slanciato di appena diciotto-vent'anni ed è passato troppo tempo per distinguere i ricordi (forse non ero né biondo né slanciato, infatti).
Perché farlo leggere, allora?
Perché a me piace, perché è piaciuto a chi lo ha letto (in qualche strano modo) e perché questo piccolo romanzo poi ha tracciato la strada del mio stile, anche se non lo avevo capito subito. Ci sono affezionato, insomma, e ancora oggi quei capitoli flash ed evocativi di immagini reali, per nulla filosofiche,  riescono a divertirmi non poco.
Inoltre in questo momento sto lavorando a un progetto che riguarda molto da vicino, questo romanzo breve, dunque mi sembrava una buona occasione per cominciare a far conoscere la genesi della storia.

Cronaca Nera - pdf, 58 pp - romanzo gratuito

domenica 18 gennaio 2009

the spirit

IL FUMETTO.
(da wikipedia): "The Spirit è un personaggio dei fumetti creato da Will Eisner. Pubblicato dal 1940 fino al 1952, è stato ristampato più volte e tradotto in tutto il mondo.
Spirit è un detective mascherato che cerca di mantenere l'ordine e la giustizia. Dietro la sua maschera si cela il criminologo Denny Colt, creduto morto dopo uno scontro con lo scienziato criminale Dr. Cobra. Al suo fianco il commissario di polizia di Central City Dolan, sua figlia Ellen e il giovane taxista Ebony White. Non ha particolari super poteri ma nulla sembra poterlo uccidere, ha un fascino magnetico che attira le donne, una nemesi (Octopus) dotata approssimativamente delle stesse caratteristiche e un'identità reale che si è lasciato alle spalle tempo fa. Non ha passioni Spirit, non sembra animato da nessun particolare sentimento, da nessuna etica se non un ottuso senso di rispetto per l'ordine, da nessuna passione se non quella per la sua città che considera al pari di una donna: l'unica che gli fa venire gli occhi lucidi, l'unica che non tradirà mai, l'unica che rispetta. Tutte le altre sono solo avventure semiserie: medici, poliziotte, danzatrici, criminali e amori d'infanzia che tornano come dark lady dell'età adulta".

IL FILM.
La trama è quella che ho riportato qui sopra, nè più nè meno. Se volete leggere le avventure di Spirit, recuperate i fumetti, il film non è adatto a questo scopo.
Non avevo intenzione di recensirlo perché, per una serie di motivi, non rientrava nei film che volevo inserire in questo spazio. Ciò che sento dire in giro, tuttavia, a mio parere non rispecchia lo spirito della pellicola e una sfida con il socio Andrea Pau, alla fine, mi ha convinto a scrivere questo pezzo.
Frank Miller ne firma la sceneggiatura e la regia e finalmente ha piena libertà di azione ed esasperazione dell'effetto visivo finale. Intendiamoci, mi aspetto sicuramente molto di più dal genio di Miller, ma questo film è un passo successivo rispetto a ciò che vedremo in futuro. L'aspetto fondamentale, infatti, è l'effetto visivo che non ci può lasciare indifferenti. Sin dai primi secondi, The Spirit, ci appare come un fumetto che prende vita e non come una semplice e banale trasposizione cinematografica dell'ennesimo comic book. Altro aspetto importante è capire che siamo di fronte all'intrattenimento puro, un film creato per divertire e far luccicare le pupille. E, credetemi, ci riesce benissimo. Miller è riuscito a fare un film a colori, in bianco e nero. O viceversa. Cioè, per essere a colori è a colori, ma pare essere in bianco e nero. Puro stile Miller. Restituisce dignità ai fumetti che approdano al cinema. Crea un nuovo modo, certo non semplice (e meno male, quantomeno ci eviteremo la classica valanga di registi emulatori e incapaci), di proporre i fumetti in celluloide. Molto di più di quello che è stato fatto con Hulk (di Ang Lee), pessimo lungometraggio dove la soluzione di più "vignette" nello schermo che strizzavano l'occhio ai fumetti, erano la cosa più bella. Frank Miller ha rispetto dei fumetti e del suo pubblico, che lo ha accolto e acclamato come una rock star, tanto da cercare di portarli così come sono al cinema. Ne ha meno del mondo hollywoodiano, pur amando a dismisura il cinema, che lo ha rinnegato ai tempi di Robocop 2, ecco perché non si limiterà mai a una semplice trama che accontenti tutti, in nome di un incasso che decreta sempre quanto bello sia un film. Con The Spirit va oltre la trama (tra l'altro pare che la sceneggiatura non sia mai stato il suo forte), e costruisce una storia raccontandola per immagini. Stupende immagini (da non perdere i titoli di coda). Con The Spirit costruisce un fumetto e ne fa un film d'intrattenimento e spettacolare, sicuramente molto divertente e non solo per certe situazioni che spesso diventano grottesche. Lo stesso Miller da qualche parte ha dichiarato che non avrebbe mai concesso i diritti delle sue opere ai produttori cinematografici, salvo poi rimangiarsi tutto perché Rodriguez (con il quale ha diretto Sin City) gli ha insegnato che con le tecnologie attuali avrebbe potuto "disegnare" i suoi film. Dice di sentirsi come un bambino che gioca con i suoi nuovi giocattoli, perché è chiaro che le sue opere si basano sulle immagini. Chi va a vedere i film di Frank Miller deve mettersi il cuore in pace e accettarlo: probabilmente le sceneggiature avranno qualche problema, ma i dialoghi e le immagini spesso deliranti, bastano a pareggiare i conti con la carenza di una sceneggiatura perfetta dove tutto torna fino al colpo di scena finale che ci spiega l'intera storia e ci manda a casa felici, sicuri che sarà l'ultima (o quasi) volta che vedremo quel film. The Spirit, invece, sarà uno di quei film che rivedrò ancora e ancora perché ha tanto altro da dire oltre che raccontare le mirabolanti avventure di un incredibile super eroe senza macchia. Ci racconta di quante macchie abbia, in realtà, questo eroe, di quanto amore sia capace di provare un uomo per la propria città, l'unico essere femminile incapace di tradirlo e di come forte sia l'attaccamento ad essa quando l'unico modo per smascherare una traditrice materialista è difenderla a costo della propria vita. Ci racconta, inoltre, di quanto il regista ami le opere di Will Eisner, e il fumetto in generale, di quanto sappia scegliere bene gli attori (da non sottovalutare la scelta di un poco conosciuto attore per la parte di Spirit e quella di un gigante per il cattivissimo Octopus). Di quanto sia divertente la violenza dei cartoon "dal vero" e di quanto un'opera sola possa citare indistinguibilmente sia dal fumetto che dal cinema per il puro gusto di omaggiare tutto ciò che ci piace di questo triste mondo. Non dimentichiamo, poi, che questa è una storia hard boiled ambientata negli anni trenta, apparsa negli anni quaranta e adattata ai giorni nostri. Solo un artista dotato di grande talento avrebbe potuto compiere una tale acrobazia rendendo certe situazioni ancora accettabili a distanza di anni.
Insomma, andate a vedere The Spirit, sono tante le chiavi di lettura che potete usare, vedetelo un po' come vi pare, e poi magari mi raccontate cosa avete visto.

The spirit
Regia di Frank Miller
Con Gabriel Macht, Samuel L. Jackson, Eva Mendes, Scarlett Johansson, Paz Vega, Jaime King, Sarah Paulson, Stana Katic.

Tratto dall'omonimo fumetto di Will Eisner.

Per chi non fosse d'accordo con me può sempre leggere la recensione di Andrea accedendo da questo link.

sabato 17 gennaio 2009

lasciami entrare

"Te lo dico subito: non posso essere tua amica!"

"Quanti anni hai?", "dodici, circa..."

"Hai uno strano odore..."

"Oskar, tu devi picchiarli. Devi difenderti!", "Ma loro sono in tre...", "Allora picchiali più forte!"

"Ma ti rendi conto di cosa hai fatto?", "Lo so, ma non ce la faccio più!"

"Perché ti sei spogliata? Sei fredda!"

"Eli, vuoi metterti con me?", "Non possiamo lasciare le cose come stanno ora?", "Si, forse hai ragione...".

"Oskar?! Oskar?!... Grazie!"

"Vattene! Oskar, vattene!

"Lasciami entrare, devi invitarmi...", "E cosa accade se non ti invito? Se entri lo stesso?"

"Non sei morta?! Sei viva?", "Non si vede?"

"Tu lo faresti per vendetta, io devo farlo per vivere..."

"... Tua Eli!"

Lasciami entrare non è un horror, né un thriller. Dal romanzo di John Ajvide Lindqvist, il regista Tomas Alfredson, mette in scena un dramma adolescenziale e poetico.
Crepuscolare e cupo, racconta di Oskar, un adolescente ai margini che cerca disperatamente rapporti d'affetto sincero. La sua dolcezza è la causa che spinge i suoi compagni a prenderlo in giro e picchiarlo e la sua curiosità da adolescente lo spinge verso una tenera amicizia con una "vecchia" dodicenne che non potrà mai avere una vita normale. Eli ne sa quanto Oskar, sulla vita, l'amore e il sesso; lui crescerà, un giorno, mentre lei è morte pur essendo viva e il suo sesso ferito e cicatrizzato è la dimostrazione che è priva dell'essenza vitale. Crea solo morte, la letale Eli. Deve uccidere, per poter vivere. È costretta a farlo e lo fa senza cattiveria.
Non c'è spettacolarità, in questa pellicola. Non c'è sensazione né colpi ad effetto. Non servirebbero a raccontare quanto sia difficile crescere e restare ai margini. Non darebbero nulla di più a una storia lineare e ben raccontata con dei dialoghi credibili e naturali.
Alfredson da per scontati tutti i luoghi comuni che Hollywood ci ha insegnato sui vampiri e ci ricama sopra una tenera storia di vita e riscatto sociale.

"Oskar, io ti piaccio?", "Oh si!", "E ti piacerei anche se fossi un ragazzo?", "Si, certo...".

Lasciami entrare
regia di Tomas Alfredson
con Kare Hedebrant, Lina Leandersson.

Tratto dall'omonimo romanzo di John Ajvide Lindqvist.

lunedì 12 gennaio 2009