venerdì 31 ottobre 2008

tavola per mono

Quella che vedete a lato è la tavola che ho scritto per i disegni di Simone Figus e che ha partecipato al concorso indetto dalla casa editrice Tunué per la rivista Mono. Il tema era "passione" e tutti i partecipanti li potete trovare qui.

Tavola ingrandita

giovedì 30 ottobre 2008

lo spot

Nel 2006 mi venne richiesto di creare uno spot per un sito internet. Chiamai subito Christo, con il quale avevo già parlato di alcuni possibili progetti da fare insieme. Mi sembrava che potesse essere il modo migliore per cominciare. Non scrissi una vera e propria sceneggiatura, ma mi affidai al mio bagaglio di immagini cinematografiche per buttare giù uno storyboard che poteva fare al caso nostro. La macchina da presa del Pahler fece il resto, a voi giudicare.

Cliente: Studio Immobiliare Piu
Regia: Christiano Pahler

mercoledì 29 ottobre 2008

forza cagliari

Ho trovato per caso un video interessante, degli ex GGFUMA. Alla chitarra Stefano Conti, al Basso Michele "Miky" Onnis e alla batteria Christiano "Christo" Pahler.

martedì 28 ottobre 2008

tallinn è lontana ormai

Oramai ci stavo facendo l'abitudine. La notizia che il film "Macchie" fosse entrato nel concorso cinematografico internazionale di Tallinn (Estonia), mi stava tentando parecchio. Invece no, purtroppo. Pare che lo sponsor maggiore abbia tagliato i fondi e che il 50% delle pellicole già selezionate, siano state escluse. E' stato bello finché è durato.
Andiamo avanti, nonostante la delusione. Il film attende altre selezioni e noi lavoriamo ad altri progetti.

lunedì 21 luglio 2008

il collezionista #5

Il percorso di David e una notizia al TG:
Lo chiamavamo Davide, veniva dall’Albania. Prima di allora non avevo mai sentito parlare di immigrati. Non in questo modo, almeno. Erano le prime ondate, le prime imbarcazioni clandestine, le prime news al notiziario. I primi anni novanta, quando ancora sognavo. Aveva un viso allegro e una risata che contagiava tutti, giù alla spiaggia. Davide era sopravvissuto al viaggio e con lui era approdata una bellissima ragazza dai capelli lunghi e mossi. Soffici e chiari come la sabbia. Due occhi grandi come nei manga giapponesi e una voglia di serenità e spensieratezza che riuscivi a leggerglielo in quell’oceano che aveva al posto degli occhi.
Davide scendeva giù alla spiaggia dove noi trascorrevamo la maggior parte della giornata e con lo trascorrere del tempo lo faceva sempre più di rado. Scendeva la sera, diceva di aver trovato un lavoro che gli permetteva di stare in Italia. Spesso lei non si faceva vedere per giorni, ma quando arrivava le piaceva stare con noi, con le ragazze, a far casino e robe da ragazze.
Venne fuori che Davide aveva un diploma in ragioneria e che aveva interrotto gli studi all’università per cercare fortuna in Italia. Una volta cercò di spiegarci la complessità dell’alfabeto albanese per via del gran numero di lettere che lo compongono e della difficoltà di pronuncia di alcune di esse. Non so se ci sfotteva ma tutto sommato non aveva importanza.
Poi l’estate finì, salutai gli amici e misi in guardia Davide e la sua ragazza dallo sparire nel nulla. Si fa di solito, è un classico, ma mi sarebbe piaciuto sul serio rivederli. Erano dei ragazzi in gamba e valeva la pena aiutarli a inserirsi.
Poco tempo dopo, al telegiornale nazionale, apparve la foto di Davide. Il suo viso felice occupava tutto lo schermo e la giornalista raccontava una storia che non potevo riconoscere. Una storia che non aveva alcun senso. Una storia a cui mi rifiutavo di credere. Sin dal suo arrivo in Italia, Davide, costringeva la sua giovane donna a prostituirsi per sopravvivere e permettere a lui di lavorare sempre di meno. Forse non aveva capito che per stare in Italia aveva bisogno di un lavoro certificato, o forse, semplicemente, aveva altri progetti. Altre idee.
Lei si ribellò e lui la uccise e la fece a pezzi per poi nasconderla nel suo frigo. I suoi vicini di casa chiamarono la polizia quando, forse preso dal rimorso, cominciò a piangere e urlare per strada. Poi scappò via. La giornalista disse che Davide era ricercato in tutta Italia ma che probabilmente aveva già oltrepassato i confini per nascondersi chissà dove.
Quello che non riesco a perdonarmi è che non riesco proprio a ricordare il nome di lei. Stupido!