domenica 6 marzo 2011

gipi - animazioni 2

Ancora Gipi, altra animazione.

Qui il post originale.

sabato 19 febbraio 2011

diegozillab - fase tre: lab - scrittura 4

   
     
   




Siamo arrivati all'ultimo post dedicato ai punti fondamentali di una storia di genere, il tutto come al solito, spiegato in modo generico.
A questo punto, lo scrittore atomico, mette subito in chiaro un concetto preciso:
Una storia di genere può cominciare in sei modi diversi e finire in sei modi diversi. Ne più, ne meno. La sfida per smentirlo pubblicamente è aperta.

1) Prologo ambientale.
2) Identificativo.
3) Fusista.
4) In medias res.
5) Fine episodio precedente.
6) Ospite.

1) Finale esaustivo.
2) Finale aperto.
3) Doppio finale a codino.
4) Finale circolare.
5) Tagliato.
6) Ospite.

DC, per prologo, intende tutta quella parte iniziale che ti porta a capire cosa stai leggendo e se è il caso di continuare. Per sapere cosa intende esattamente con questi 12 punti vi rimando direttamente al suo blog.

Alla fine di questa lezione si è tenuto il test finale di questa prima parte di lab che consisteva nella stesura di un raccontino con protagonista l'avatar che ognuno degli iscritti ha nella tessera. 
Il mio é Tim Burton... un giorno lo posterò sul blog, ma non oggi.

Qui la lezione.
Qui alcuni racconti.

venerdì 11 febbraio 2011

gipi - animazioni

Sul blog di Gipi ho visto questa interessante animazione.

Qui tutte le info e il post originale con il video.

diegozillab - fase tre: lab - scrittura 3

   
     
   



Con imbarazzante ritardo vado a commentare la terza lezione del laboratorio online tenuto da Diego Cajelli.
Eravamo arrivati al "righello" che ci permette di definire la struttura di una storia di genere.
Nella terza lezione, invece, si parla di ciò che serve a una storia per essere raccontata. Del veicolo narrativo: il protagonista.

Prima ancora DC individua due vie per concepire una storia: quella eroica e quella prosaica.
Nella via eroica si lavora sull'extra-ordinario: invasioni aliene, per esempio.
Nella via prosaica si lavora sull'ordinario, la quotidianità: la storia della nostra vita, del primo amore.

A questo punto individua, nella via eroica, due tipi di eroe: quello classico e quello moderno.
L'eroe classico è quello integerrimo, chiamato a intervenire per ripristinare una situazione di calma dove l'equilibrio è stato rotto. Lui deve intervenire e lo fa.
L'eroe moderno è quello che spesso non riconosce neppure il disordine. Lui interviene perché in qualche modo è costretto a farlo e non sempre riesce a ripristinare l'equilibrio iniziale.

Ora sarebbe interessante analizzare le storie che ci hanno colpito di più e stabilire a quale categoria appartengono i loro protagonisti.
Iena "Snake" Plinsky è senza dubbio un eroe moderno, per esempio. Carpenter lo colloca in una città ormai fuori controllo e lo obbliga ad agire per tentare di salvarsi la vita. L'antieroe è servito.
Jake Sully ha tanto l'aria di un eroe classico, invece. Cameron gli dona la spiritualità della divinità sacra e lui agisce da vero eroe rinunciando, alla fine, al suo corpo umano.

E Neo? I fratelli Wachowski in questo caso creano un antieroe che si comporta da eroe?

Qui, la lezione.

mercoledì 9 febbraio 2011

super pro

Poco prima dei mondiali in Sud Africa, quelli del 2010, è uscita una mia storia sul giornalino bimestrale 44 gatti (Gaghi Editrice, Milano). Per la prima volta ho lavorato a un personaggio non mio e questo mi ha fatto capire mooolte cose.
Per chi volesse saperne di più sulla serie può trovare tutte le info sul blog del suo creatore letterario Daniele Mocci cliccando qui.
La storia è un omaggio ai tempi in cui da bambino sognavo di fare il calciatore e pur di fare una partita avrei sistemato un campetto da calcio in qualunque posto, anche e sopratutto in soggiorno.
È chiaro che per una storia di questo tipo non si può che fare i conti con La compagnia dei Celestini di Stefano Benni, e proprio per questo che Manolo Paldini, l'ospite della puntata, avrebbe dovuto avere il suo aspetto, ma alla fine questo non è stato possibile per questioni tecniche. E vabbè.
Le matite sono di Luca Usai, mentre le chine di Francesco Abrignani.
Buona lettura. Solito sistema, cliccate sulle immagini per ingrandirle.